Cane guida, un amico prezioso
BRESCIA. Il cane è il miglior amico dell'uomo,
recita un vecchio adagio. Per i soci dell'Unione italiana ciechi e degli
ipovedenti, spesso diventa anche una guida e un «compagno di vita». Nell'ambito
della «Quinta giornata nazionale del cane guida per ciechi», tenutasi il 7
ottobre, il presidente della sezione di Brescia dell'Unione, Sandra Inverardi e
Mariuccia Rubagotti, componente della commissione nazionale cani guida, hanno
fatto il punto sulla situazione bresciana. «Il cane per noi è la vista,
rappresenta libertà e autonomia - esordisce Sandra Inverardi - esso è anche un
supporto morale che fa sentire il non vedente maggiormente integrato nella
società». La giornata è stata istituita nel 2006 per sensibilizzare l'opinione
pubblica nei confronti dei non vedenti e delle loro guide per far comprendere
quanto questi animali siano indispensabili per compiere anche le azioni più
semplici nella vita di tutti i giorni.
La legge che permette ai cani guida
di seguire i loro padroni sui mezzi e negli esercizi pubblici risale al 1974, ma
in molte occasioni essa non veniva rispettata e l'accesso a bar, ristoranti e
servizi, era precluso all'animale. Le cose sono cambiate a partire dal 2006, con
una modifica alla legge e l'introduzione di una sanzione amministrativa da 500 a
2.500 euro a chi impedisca l'accesso alle strutture ai cani e ai padroni che
accompagnano.
Nonostante ciò, ci sono ancora delle circostanze dove
l'animale non viene del tutto accettato: «Sapendo di questa legge, che obbliga
ad accettare l'animale, spesso si percepisce il malcontento nei confronti del
cane - spiega Inverardi - siamo non vedenti, non siamo scemi e ci accorgiamo
dell'insofferenza della gente». Fortunatamente questi comportamenti
d'intolleranza accadono sempre meno spesso e la situazione a Brescia è buona,
come conferma Mariuccia Rubagotti che ricorda il periodo passato a Roma:
«Soprattutto con i taxisti far salire l'animale a bordo era un problema e spesso
si doveva pregare il conducente per essere accettati, fino a dover impugnare la
legge per poter effettuare la corsa». Fortunatamente oggi la situazione è
cambiata e Iverardi coglie l'occasione per ringraziare e salutare i conducenti
dei mezzi pubblici di Brescia che, dice, «sono veramente gentili e disponibili»
e aggiunge che anche da parte dei non vedenti deve esserci del buonsenso: «Noi
abbiamo il diritto di essere accettati, ma dobbiamo anche garantire che il cane
sia pulito e curato».
Nonostante i passi avanti delle istituzioni e la buona
volontà dei cittadini, le difficoltà sono innumerevoli e anche dal punto di
vista della mobilità cittadina c'è ancora molto lavoro da fare: «È il non
pensare ai problemi dei non vedenti che crea spesso la barriera architettonica -
spiega Inverardi - i cantieri volanti vanno messi in sicurezza, molte volte i
marciapiedi sono bloccati e le macchine parcheggiate in divieto di sosta non si
contano, oggi non c'è una barriera, ma domani potrei trovarla». Sono casi come
questo che rivelano l'enorme importanza dei cani guida che possono evitare gli
ostacoli e infondono sicurezza nei loro padroni.
Purtroppo ottenere un
animale addestrato non è semplice, sia per il costo, intorno ai 12mila euro, sia
per il tempo ed il personale necessario all'addestramento. Attualmente sono solo
una trentina (sui circa 900 in tutta Italia) i non vedenti bresciani che
dispongono di un cane guida, quasi tutti provenienti dalla scuola dei Lions di
Limbiate.
Questi animali non necessitano di cure particolari, ma devono
sempre rispettare l'addestramento ricevuto e soprattutto non devono essere
disturbati.
Luca Gelmini
Giornale di Brescia del 08-10-2010


