Animali, una terapia per gli alunni disabili
'Fonte: Arena del 31-05-2011
SAN BONIFACIO. All'istituto Guarino Veronese il venerdì mattina sono gli animali a tenere la lezione: si tratta del progetto Pet therapy per gli studenti diversamente abili della scuola. L'animale costituisce lo stimolo di questa attività terapeutica, educativa e ricreativa: in pratica, è una sorta di accesso più semplice alle relazioni.
L'iniziativa è lanciata dalla professoressa Silvia Sunseri, insegnante di sostegno della scuola: «Organizzando la Pet therapy ho realizzato un obiettivo cui tenevo molto», rivela. Una volta alla settimana Massimiliano, studente della IV C di Scienze sociali, e Matteo, della I C di Scienze umane, incontrano la cagnetta Caterina con la supervisione di insegnanti, educatori e operatrici sociosanitarie. Gabriele Antonioli, educatore al centro Pet therapy dell'Ulss 20, puntualizza: «Sono i medici specialisti a decidere chi orientare al servizio». E aggiunge: «Attualmente, questo istituto è l'unica scuola nell'Est veronese a proporre l'esperienza della Pet therapy agli studenti diversamente abili. L'animale diventa motivante e favorisce cambiamenti nei pazienti, sul piano emotivo e motorio: il desiderio di giocare con lui li spinge a movimenti che di solito non compiono, come allungare un braccio o provare a camminare».
Venerdì mattina. Vengono allestiti due tavolini improvvisati da fissare alle carrozzelle di Matteo e Massimiliano perché la cagnolina possa accomodarsi vicino a loro. «Caterina è un meticcio e un cosiddetto "cane da grembo", ovvero un cane sociale», precisa Sabrina Stucchi, coordinatrice cinofila che supervisiona l'attività del cane, «ed è volutamente imperfetta, educata ma non efficiente come una macchina». Perché, chiarisce Gabriele Antonioli, «lo scopo è che i ragazzi facciano uno sforzo per la relazione». Matteo ripassa i comandi, mentre gli educatori condizionano Caterina perché si adatti e reagisca ai suoni prodotti dai ragazzi. La cagnolina viene avvicinata a Massimiliano che, nota Sunseri, «è piacevolmente attento». Poi è il turno di Matteo, che conduce Caterina esibendo le crocchette di cui è ghiotta per richiamare la sua attenzione, le lancia la palla. Infine gli educatori lasciano che comunichi con Caterina coccolandola e accarezzandola. Il dottor Fabrizio Cestaro, responsabile del servizio veterinario al centro Pet therapy dell'Ulss 20, spiega che «benché si tratti di una terapia che lavora a livello motivazionale, l'animale deve essere in ottime condizioni fisiche: il servizio veterinario asseconda protocolli e lo valuta anche per lo stress che subisce durante le uscite. La scelta dell'animale dipende dalle considerazioni dell'équipe in merito alle esigenze dell'utente». E conclude: «Non si tratta di un'attività ludica, ma di un intervento progettato in maniera dettagliata: lo scopo degli studi del nostro centro non è dimostrare la validità di questo tipo di terapia, ormai confermata, ma trovare contesti e modalità adeguate a produrre il risultato migliore». Durante la Pet Therapy Matteo ride spensierato, Massimiliano è coinvolto e quieto. Silvia Sunseri osserva: «Finora la relazione di Caterina con Massimiliano, in particolare, ha dato buoni esiti: riesce a sostenere meglio il disagio causato dalla sua patologia, è più sereno». Oggi in IV C si festeggia il suo compleanno.


