Adottate un cane-guida per ciechi. Prima di essere addestrato il cucciolo ha assolutamente bisogno di vivere in una casa, di diventare un 'membro educato' di una famiglia.....
La Stampa del 21-09-2011
VERCELLI. Si chiama Flash, ha poco più di tre mesi e, da un paio di settimane è comparso nella casa di Claudia e Sergio Cucco, a Vercelli. E' un labrador «chocolat», che ha rimescolato la vita dell'ex assessore comunale vercellese e della moglie, nonché dei due figli, Alberto e Riccardo, che lo adorano. Flash si fa amare, ma tra dieci mesi, dovrà lasciare la casa di via Gioberti, perché il piccolo labrador è destinato ad una missione: farà il cane-guida per un cieco.
L'allevamento di cani da addestrare per ciechi di Solonghello (Alessandria) ha calcolato che ogni anno ottanta ciechi avrebbero bisogno di un caneguida (di solito sono labrador o pastori tedeschi) ma solo cinquanta possono venire accontentati perché si fatica a trovare famiglie «affidatarie», tenere e «formare» il cane nel primo anno di vita. Spiega Laura Bisi, collaboratrice dell'allevamento «Natalina» di Solonghello, che dal 1Ëš gennaio del 2009 ha già fornito 110 labrador ai ciechi: «Prima di essere portato al Centro addestramento di Limbiate, nel Milanese,il cucciolo ha assolutamente bisogno di vivere in una casa, di diventare un 'membro educato'' di una famiglia. E poi uscire, socializzare con le persone e con altri animali, viaggiare in auto, in treno, in pullman. Sappiamo benissimo di chiedere un sacrificio, perché è impossibile non affezionarsi ai nostri cani. Ma il risultato di questo anno di affidamento è poi gratificante, ve lo assicuriamo». Tutti possono contattare l'Allevamento «Natalina» Onlus di Solonghello, chiamando appunto Laura Bisi (333.74 60 628), oppure scrivendo all'indirizzo e-mail natalinaonlus@libero.it, ma c'è anche la possibilità di visitare il centro, in piazza Castello,17.
Osserva Sergio Cucco: «E' stato nostro figlio Alberto, seguendo l'iniziativa 'Il mio fido mi sfida'' a scoprire che, in Piemonte, ma anche in tutt'Italia, scarseggiano le famiglie affidatarie dei cani per ciechi. Ci siamo informati e, dopo l'indispensabile colloquio, abbiamo avuto in affido Flash. Ormai è il nostro cocco, ma abbiamo dovuto imparare ad allevarlo secondo le regole richieste dalla Scuola di addestramento». L'affido del cane, comporta controlli assidui da parte di chi lo consegna, per poi riprenderlo dopo 10 mesi-un anno, ma non pesa economicamente sulle famiglie che accettano: cibo, vaccinazioni e spese veterinarie sono a totale carico dell'allevamento. «L'auspicio - si augura Luara Bisi - è che sempre più famiglie, ma anche sigle, accettino la nostra proposta, svolgendo questo nuovo, straordinario tipo di volontariato». Mentre risponde alle domande, Laura Bisi ci comunica la nascita di ben sette cuccioli, pronti, fra meno di tre mesi, a entrare nelle nostre case. Un messaggio assai più che subliminale.
Enrico De Maria


